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Omocisteina: il killer silenzioso!

L’omocisteina è un amminoacido che si forma in seguito alla trasformazione enzimatica della metionina (aminoacido che si trova negli alimenti proteici come carne, pesce,uova e formaggi).

 

Un organismo sano metabolizza l’omocisteina trasformandola nuovamente in metionina, oppure in semplici amminoacidi, facilmente eliminati dall’organismo attraverso le urine.Il suo metabolismo viene finemente regolato grazie all’attività di enzimi e vitamine.Una carenza di queste vitamine, che giocano il ruolo di cofattori nella trasformazione dell’omocisteina, ne determina l’accumulo, detto iperomocisteinemia (livelli plasmatici <12µmol/L).

Numerosi rilievi epidemiologici hanno evidenziato una correlazione fra incidenza d’eventi clinici a genesi vascolare e livelli serici d’omocisteina, (trombosi venosa e manifestazioni emboliche, maggiore incidenza di malattia aterosclerotica, ma non
solo; negli ultimi anni anche come markers di ricambio cellulare e perciò nell’Osteoporosi, nella degenerazione maculare dell’occhio, nel ricambio epiteliale e cutaneo.

In definitiva, livelli elevati di omocisteina sono un fattore di rischio indipentente per le patologie cardio-vascolari e non solo.

 

 

Come per il colesterolo, livelli elevati di omocisteina,  non creano nessun disturbo apparente, è un vero e proprio “killer silente”.

Elevati livelli serici di Omocisteina possono dipendere da fattori diversi, sia congeniti(deficit enzimatici), che acquisiti.

Consiglio quindi di monitorare questo valore, soprattutto in quelle persone che presentano uno o più fattori di rischio cardiovascolare (età, sesso maschile, familiarità, abitudine al fumo, ipertensione, sovrappeso, colesterolo alto, diabete, abuso di alcolici e sedentarietà) o che hanno già avuto una patologia a livello vascolare.

Anche le donne in gravidanza, menopausa o in terapia con anticoncezionali orali, i diabetici, i soggetti affetti da demenza (o in quelli con familiarità per demenza) e infine chi segue una dieta vegetariana o vegana, dovrebbero tenere sotto controllo l’omocisteina plasmatica.

L’iperomocisteinemia è in molti casi correggibile con una opportuna integrazione nutrizionale, alla base però, vi deve essere una sana alimentazione e stile di vita.

La dieta dovrà essere in primis molto variegata, e in particolar modo ricca di vitamine del gruppo B che troviamo in pesce, carne, uova, formaggi, folati presenti nella verdura a foglia verde e vitamine e antiossidanti della frutta di stagione.

L’esercizio fisico maggiormente consigliato in questo caso, è quello aerobico (corsa, nuoto, ciclismo) senza trascurare quello anaerobico di tono-trofismo muscolare.

Federico Zanga
Federico Zanga
Professione Biologo Nutrizionista. Iscritto all’Albo Nazionale dei Biologi, mi occupo di Nutrizione e Alimentazione in stati fisiologici, in fisiologia speciale e stati fisiopatologici accertati. Sono particolarmente esperto di nutrizione sportiva, avendo conseguito una seconda Laurea Magistrale in Scienze Motorie e, da sempre, uno sportivo e amante di uno stile di vita attivo.

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