La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è una delle cause più comuni di infertilità e problemi metabolici tra le donne in età riproduttiva, ne sono colpite circa il 4% -18% delle donne in età riproduttiva.
L’ovaio policistico (PCOS), secondo le linee guida dell’Endocrine Society Clinical Practise, è definito mediante la presenza di due o più dei seguenti parametri:
La PCOS è comunemente associata ad un’alta prevalenza di iperinsulinemia, insulino-resistenza e obesità. Queste donne sono a maggior rischio di sindrome metabolica, diabete mellito di tipo 2 e malattie cardiovascolari. Secondo la Endocrine Society Clinical Practise, la prima terapia da adottare in caso di PCOS è la perdita di peso. L’importanza della perdita di peso è fondamentale in quanto una riduzione di appena il 5%, può ripristinare il regolare ciclo mestruale e migliorare la risposta all’induzione dell’ovulazione e al trattamento della fertilità. Le linee guida dell’Endocrine Society Practise suggeriscono l’uso dell’attività fisica insieme alla modifica della dieta come trattamento di prima linea per gestire l’obesità negli adolescenti e nelle donne con PCOS.
L’attività aerobica in primis con camminata e corsa, svolte regolarmente almeno quattro volte a settimana, possono migliorare la risposta insulinica dell’organismo ed aiutare a mantenere in peso in un range di bmi ottimale. L’alimentazione invece, dovrebbe essere a basso carico glicemico, limitando zuccheri e farine raffinate.
La dieta chetogenica , attentamente valutata dallo specialista, potrebbe in alcuni casi migliorare la resistenza insulinica.
Tra le terapie farmacologiche per trattare la PCOS, gli agenti insulino-sensibilizzanti sono fondamentali per correggere le anomalie metaboliche sottostanti. Sia la metformina che i contraccettivi ormonali sono il trattamento di scelta negli adolescenti con PCOS. Ma esercizio fisico e alimentazione personalizzata, rimangano la scelta d’elezione per il trattamento della PCOS.
1) Inositolo: sembra migliorare la resistenza all’insulina, agisce con una azione simile alla metformina, ma con meno effetti collaterali essendo un integratore naturale. Migliora infatti i livelli di androgeni sierici e molte caratteristiche della sindrome metabolica, riducendo quindi il rischio cardiovascolare. Gli inositoli appartengono alla famiglia degli zuccheri e sono una parte importante dei lipidi strutturali. Sono noti per svolgere un ruolo nell’attivazione enzimatica che controlla il metabolismo del glucosio
2) Vitamina D: può avere un ruolo nel metabolismo del glucosio, migliorando la sintesi e il rilascio di insulina, aumentando l’espressione del recettore della stessa e sopprimendo la sintesi di citochine pro-infiammatorie che forse contribuiscono allo sviluppo di insulino-resistenza.
3) Omega 3 l’utilizzo di un integratore a base di omega-3 potrebbe essere utilizzato per migliorare l’eccessivo stress ossidativo causato da follicologenesi e iperinsulinemia. Inoltre, l’integrazione con omega-3 potrebbe avere un effetto benefico anche su alcuni fattori di rischio cardiometabolico, per un effetto di riduzione della sintesi di prostaglandine e aumentando l’attività di enzimi antiossidanti.
In definitiva, nutrizione ottimizzata ed esercizio fisico ben strutturato, possono dare notevoli benefici per la sindrome dell’ovaio policistico con ricadute positive non solo direttamente sulla salute, ma cosa non meno importante per una donna, per la buona riuscita di una futura gravidanza.